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Articoli dalla categoria ‘Gadget’

28
Apr

SloPro – Come fare video in slow motion con iPhone

Logo SlowProHo provato oggi SloPro, una nuova applicazione che promette di registrare video a 60fps su iPhone 4S (gli altri modelli supportano solo 30fps) e di creare video in slow motion che mantengono una buona fluidità grazie, appunto, ai 60fps. L’applicazione è gratuita con possibilità di acquisto in-app della versione Pro a 1,59€ che rimuove il watermark “pubblicitario” inserito automaticamente in ogni video, consente di esportare i video nel rullino dell’iPhone, di esportare gli originali a 60fps tramite iTunes e di inviare i video per email. Leggi il restoRead more


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2
Apr

Logitech Squeezebox Duet

Logitech Squeezebox DuetL’ultimo uscito in casa Logitech nella linea di prodotti per la riproduzione audio ereditata dalla acquisita SlimDevices. Si tratta di un’accoppiata tra un telecomando (Squeezebox Controller) e una piccola base (Squeezebox Receiver) da collegare ad un amplificatore; detta così sembrerebbe una cosa già vista ma la vera innovazione sta proprio nel telecomando.

Dall’aspetto che ricorda vagamente un iPod, il telecomando è il fulcro di tutto il sistema: è da qui che si sceglie cosa ascoltare sfogliando la propria libreria, o le stazioni radio su internet, grazie al display incorporato e alla ghiera di scorrimento che emula quella di un iPod. Il tutto funziona grazie alla connettività Wi-Fi che permette il collegamento al server SqueezeNetwork, per ascoltare solamente la musica tramite internet, o a un proprio SqueezeCenter (software gratuito da installare nel pc che contiene i file musicali) da dove ascoltare la musica della propria collezione.

Il meccanismo che c’è dietro è semplice: il telecomando si collega via Wi-Fi al server e si scarica la libreria musicale, da qui si fa la scelta dei brani da riprodurre e, sempre via Wi-Fi viene comandato alla base, collegata all’amplificatore, di effettuare lo streaming di quel brano. Acquistando separatamente altre basi è possibile riprodurre brani diversi per ogni base, gestibili tutte tramite il telecomando o, utilizzando il PC, tramite un browser.

Come la maggior parte dei prodotti Logitech, anche lo Squeezebox Duet si fa notare per l’eleganza, a partire dalla confezione. Sia il telecomando che la base sono ricoperti da una finitura nera lucida, molto elegante ma anche facilmente graffiabile. Il telecomando può essere riposto in una base di appoggio, che serve anche per la ricarica.

Le prime impressioni d’uso sono state molto positive, il setup del sistema è semplice, la cosa in cui ho riscontrato un po’ di difficoltà è stato il setup e la connessione allo SqueezeCenter locale, mancando un manuale di installazione cartaceo nella confezione. Ho trovato poco intuitivo il funzionamento dell’accoppiata SqueezeNetwork-SqueezeCenter, mi ci è voluto un po’ per capire che è dalle opzioni del telecomando che si fa la scelta del sistema al quale connettersi. Una volta messo a punto tutto quanto, l’uso del telecomando per la riproduzione è semplicissimo, con la ghiera si scorre su e giù la libreria e con il tasto centrale si “clicca”. La ghiera è forse l’unica nota negativa del telecomando, non è molto precisa in quanto è una ghiera che ruota fisicamente e, se ruotata troppo lentamente, non fa scorrere il cursore, cosa scomoda quando ci si vuole muovere di poche posizioni.

In conclusione, se non fosse per il prezzo che è abbastanza elevato, circa 400€, sarebbe da acquistare ad occhi chiusi per chiunque abbia una discreta collezione musicale digitale.

Per altre informazioni andate qui.


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28
Feb

Primo approccio con Nintendo Wii

Sono sempre stato affascinato da questa console sin dai primi rumors a riguardo ma solo qualche giorno fa l’ho comprata (in realtà è un regalo per la mia ragazza… un regalo boomerang!). Non sono un appassionato di console e, a parte un vecchio Atari 2600 quando ero piccolo, non ne ho mai avute, preferisco ancora giocare, nel raro tempo libero, con il PC perché non ho confidenza con i joypad, li trovo scomodi da usare.

Il Nintendo Wii, invece, mi ha incuriosito proprio per il suo sistema di controllo che non prevede joypad ma una sorta di telecomando, il WiiMote. Questo, grazie ad accelerometri interni e a un’illuminazione a infrarossi presa come riferimento per il posizionamento nello spazio rispetto al televisore, consente di giocare usando la comune gestualità che avremmo se fossimo in situazioni reali invece che in un gioco.

Questo l’obiettivo della “rivoluzione” (il nome in codice del progetto era proprio Nintendo Revolution) operata da Nintendo in ambito console, ma nella pratica è proprio così? Il WiiMote riesce a riprodurre esattamente i movimenti di chi lo usa e, soprattutto, i movimenti da compiere simulano i movimenti che faremmo se ci trovassimo in quella situazione dal vivo?

Una mezz’ora di gioco con Wii Sport, un gioco-demo delle potenzialità della console incluso nella scatola, mi fa rispondere “si” a queste domande ma con riserva. Le potenzialità ci sono e il sistema riproduce fedelmente i movimenti, quello per cui mi tengo la riserva è l’implementazione delle funzionalità del controller all’interno dei giochi, cosa che dipende non tanto dalla tecnologia in se quanto da chi sviluppa il gioco.

Ho trovato molto realistico il bowling, i movimenti che si farebbero durante una normale partita hanno gli stessi effetti nel videogioco, la rotazione del polso durante il tiro da l’effetto alla palla, lasciare la palla nel momento sbagliato la fa atterrare sulla pista o la fa partire prima, quindi senza abbastanza spinta.

Mi hanno convinto meno gli altri giochi, a parte la boxe che ancora non ho provato, i movimenti da compiere sono simili a quelli reali ma mancano le piccolezze che fanno la differenza: nel tennis non sono realistici il topspin e il backspin, l’apertura o la chiusura del braccio dopo il colpo non direziona correttamente la palla; nel golf manca la possibilità di dare effetto alla palla angolando la mazza; sul baseball, a parte la gestione delle basi in attacco e della squadra quando si è in difesa (inesistenti ma per la natura semplicistica del gioco), non mi pronuncio più di tanto perché non l’ho mai praticato nella realtà ma non mi ha impressionato particolarmente.

Tutto sommato la console mi piace, credo che, come tutte le console Nintendo, dia il meglio di se nel multiplayer con gli amici dove la semplicità e l’immediatezza dei giochi garantiscono ore di divertimento. Non è, ovviamente, una console indirizzata a chi pretende il non-plus-ultra della grafica e del realismo, è una console fatta per divertire, non per stupire. Il successo commerciale che ha avuto il Wii ha dimostrato che non servono un’immensa potenza di calcolo e un iperrealismo per fare un bel gioco ma servono le buone idee.


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1
Gen

Logitech Harmony Remote 885

Visto il proliferare dei telecomandi sulla mia scrivania (3 in uso quotidiano più altri 3 sporadici), da tempo ero alla ricerca di un telecomando universale che potesse comandare diversi apparecchi e fosse programmabile. Mi sono indirizzato subito verso i telecomandi della Harmony, acquistata poi dalla Logitech, ma il prezzo un po’ elevato e un po’ di scetticismo sul funzionamento hanno fatto ritardare l’acquisto.
Dopo aver valutato diversi altri prodotti e aver provato a far funzionare un palmare come telecomando (che purtroppo non va bene a causa della scarsissima portata del led infrarosso dei palmari), ho trovato su Pixmania il Logitech Harmony Remote 885 ad un prezzo vantaggioso e me lo sono regalato per Natale.

Lo uso ormai da qualche giorno e devo dire che non è niente male, gli unici difetti che ho riscontrato per ora sono:

  • lentezza di invio di comandi consecutivi: premendo 5 volte il tasto per alzare il volume ci impiega 5 secondi a inviare tutti i comandi, 1 per ogni tasto premuto
  • non elevata personalizzazione delle attività che sono vincolate agli apparecchi che si usano e alle funzioni che il sito propone per quegli apparecchi
  • necessità di connessione ad internet per la programmazione

Per il resto è stato un ottimo acquisto. La gestione degli apparecchi memorizzati (fino a 15) è ottima, una volta impostati, tramite il sito, gli apparecchi in nostro possesso vengono automaticamente proposte delle attività (un insieme di comandi inviati alla pressione di un solo tasto) che si possono fare con quella combinazione di apparecchi come ad esempio “guarda TV”, “guarda DVD”, “ascolta radio”… e via dicendo. Premendo uno degli 8 tasti programmabili per le attività (il cui nome è visibile tramite il display LCD a colori integrato sul telecomando) vengono inviati i corrispondenti comandi agli apparecchi, per esempio nel caso dell’attività “guarda DVD” si possono inviare i comandi per accendere la tv, il lettore dvd e l’amplificatore home theater, impostare la tv e l’amplificatore sui giusti ingressi e mettere in play il dvd. Passando poi da un’attività all’altra il telecomando si ricorda quali apparecchi sono accesi e in che stato sono quindi non reinvia i comandi non necessari. Una volta avviata un’attività il display propone, per gli otto tasti che lo contornano, dei comandi aggiuntivi oltre ai normali tasti numerici, di navigazione e riproduzione presenti sul telecomando (simili a quelli di un telecomando di un lettore dvd o un videoregistratore).
Oltre alle attività si possono comandare singolarmente gli apparecchi (device) tramite un altro tasto che permette di scegliere quale apparecchio comandare. Una volta scelto il display mostra le azioni avanzate possibili per quell’apparecchio suddivise in pagine da 8 comandi ognuna (come le attività, in caso siano più delle 8 visualizzabili).
La programmazione del telecomando avviene tramite un’applicazione che si interfaccia con il sito della logitech. L’applicazione consente di personalizzare il funzionamento dei pulsanti per ogni attività, di creare, riordinare o eliminare le attività e di modificare l’elenco degli apparecchi. Una volta completate queste operazioni si procede con il salvataggio nel telecomando (collegato via USB).
Il telecomando si spenge automaticamente se non utilizzato e si riaccende semplicemente prendendolo in mano, grazie a un sensore di movimento. E’ dotato di batteria ricaricabile e basetta su cui riporlo per la ricarica e ha un’illuminazione blu dei tasti.

Per concludere, sono soddisfatto di questo telecomando e lo consiglierei. Il prezzo non è certo quello di un classico telecomando universale ma del resto questo non è un classico telecomando universale.

Per chi fosse interessato ad un telecomando multifunzione consiglio il sito http://www.remotecentral.com/ dedicato al mondo dei telecomandi, con buone recensioni di praticamente ogni tipo di telecomando. Decisamente una validissima guida all’acquisto.


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12
Ott

Lava lamp

Inventato negli anni ’60, di cui è diventato simbolo, questo oggetto ipnotico mi ha sempre affascinato. Una bottiglia piena di liquido in cui è inserita della cera (la “lava”), il tutto con colori a piacimento, e sul cui fondo c’è una lampada. Il funzionamento è semplice e si basa sul fatto che scaldando un corpo questo diminuisce la sua densità, ecco quindi che, scaldando la cera fredda, più densa del liquido e quindi che giace sul fondo, questa diminuisce la sua densità fino a pareggiare ed essere superata da quella del liquido iniziando quindi a salire verso la cima della bottiglia. Qui la cera si raffredda, torna ad essere più densa del liquido, e scende di nuovo verso il fondo dove ricomincia il ciclo.

Lava lamp

Lava lamp

Il movimento della cera all’interno della bottiglia è quindi ciclico ed interminabile (a patto di non spengere la lampada, ovviamente) e la cosa affascinante è che il tutto è randomico, quindi la cera formerà sempre “bolle” diverse che salendo si scontrano e fondono con quelle che scendono creando forme tondeggianti sempre nuove. I colori che vanno dal rosso al blu, dal verde al viola contribuiscono a rendere il tutto decisamente psichedelico. Spengete la luce della stanza, mettete su un disco dei Pink Floyd (la traccia Echoes dell’album Meddle mi sembra più che adatta) e godetevi appieno la lampada!

L’originale è prodotta dalla Mathmos sotto il nome di Astro ed ha un costo notevole; se ne trovano in commercio delle “copie” dai prezzi decisamente più abbordabili e addirittura delle versioni taglia mini da collegare via USB al pc. Quello che fa la differenza tra l’originale e le riproduzioni, credo sia il contenuto: affinché la lampada funzioni bene e il movimento sia bello da vedere è necessario trovare la giusta densità per gli elementi da accoppiare, liquido e cera.
Esistono poi delle lava lamp che, invece di formare poche grosse bolle, formano centinaia di piccole bollicine (grazie a una retina messa sul fondo che separa la cera mentre sale) il cui effetto è quello di irradiare una luce simile alle palle da discoteca piene di specchi.

Ah… una volta accesa, prima che la cera si metta in movimento, ci vogliono 5-8 minuti… non fate come il tizio che, impaziente di vedere il movimento, ha messo la sua lava lamp sul fornello e gli è esplosa in faccia causandone la morte!


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