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24 agosto 2011

Fotografare in RAW o JPEG?

Formato immaginiChi ha una reflex digitale, prima o poi, si chiede se sia meglio scattare in RAW o in JPEG e magari cerca la risposta in qualche forum di fotografia, dove la maggior parte degli utenti gli consiglierà di scattare in RAW perché si ottiene una qualità migliore ma soprattutto perché, più o meno inconsciamente, scattare in RAW fa figo e fa sentire professionale un fotoamatore. Peccato che, poi, un fotoamatore inizia a scattare in RAW e si ritrova tra le mani delle foto più brutte di quelle che faceva prima con il JPEG da pivelli. Cerchiamo, allora, di capire se veramente scattare in RAW sia meglio che scattare in JPEG.

Se siete arrivati qui, sicuramente saprete già che un’immagine RAW è la rappresentazione di ciò che il sensore della fotocamera ha catturato, senza alcun tipo di elaborazione, mentre un’immagine JPEG è, sostanzialmente, l’immagine RAW che ha subito già un fotoritocco in camera e una compressione per ridurne le dimensioni. Da ciò si capisce perché il RAW venga considerato qualitativamente migliore e la risposta alla domanda iniziale sembrerebbe scontata, ma c’è dell’altro.

Le foto in RAW vanno obbligatoriamente “sviluppate”, motivo per cui il RAW è anche definito “negativo digitale”, per tirarne fuori il meglio ed apprezzare i vantaggi di questo formato. Il processo di sviluppo di un RAW non è altro che il classico fotoritocco che facciamo anche sui JPEG, quindi regolazione di luminosità, contrasto, saturazione… con, in più, la possibilità di agire in modo migliore sull’esposizione e, soprattutto, sul bilanciamento del bianco. Tutte queste operazioni di sviluppo del RAW, sono le stesse che fa la macchina quando scattiamo in JPEG, salvo il fatto che non abbiamo grosse possibilità di manipolare le correzioni. Quindi, visto che uno scatto in JPEG è un RAW “sviluppato” dalla macchina fotografica, è meglio fotografare in RAW o in JPEG?

Personalmente, consiglio sempre, a chi me lo chiede, di scattare in JPEG, soprattutto se è alle prime armi con la fotografia, perché sviluppare un RAW comporta del lavoro aggiuntivo che non sempre si è in grado di fare, sia per competenze che per tempo. La maggior parte delle persone scatta foto ricordo e gli interessa relativamente poco il processo di sviluppo, quindi non avrebbe senso scattare in RAW per poi tenersi l’immagine così com’è; se pure si volesse sviluppare ogni foto, al di la del fatto che lo sviluppo richiede tempo e per sviluppare le centinaia di foto dell’ultima vacanza ci potrebbero volere parecchi giorni, chi non ha confidenza con l’operazione rischia di non ottenere buoni risultati, perché non conosce bene gli strumenti con cui sta operando e i loro effetti, meglio allora lasciar fare lo sviluppo alla macchina fotografica, con parametri standard ma pur sempre creati dalle case produttrici che lo fanno con cognizione di causa.

E allora, RAW o JPEG? Se non si sta facendo un servizio fotografico in studio o qualcosa di simile, è meglio scattare in JPEG perché ci ritroviamo con delle foto già pronte per la visione e la condivisione e che, eventualmente, richiedono solo delle minime correzioni. Scattare in JPEG, quindi, ci fornisce un notevole risparmio di tempo e, cosa non da trascurare, un risparmio di spazio nelle schede di memoria, consentendoci di scattare molte più foto senza dover cambiare scheda, il tutto senza aver perso nulla di rilevante dell’immagine che avevamo scattato.

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