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15 giugno 2010

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Facebook e i blog personali

FacebookC’era una volta il sito personale, una o due scarne paginette HTML, poggiate su piattaforme che offrivano spazio agli utenti come Geocities, per citare forse il più famoso, che contenevano un’immagine di sfondo e poco altro scritto sopra, a semplice testimonianza di voler essere parte di quella grande novità che era Internet, la propria bandiera piantata sul suolo virtuale del nuovo mondo. A quel tempo si era pionieri, quelli che avevano almeno una pagina online erano quasi dei miti per i loro amici meno “tecnologici” che spesso non avevano neanche la possibilità di accedere alla rete e ci vedevano dentro l’ignoto.

Dal mondo fatto di grossi siti contenitori di pagine di utenti, fornitori di spazio virtuale per mettere online la propria presenza, i soliti pionieri si sono evoluti creando i propri siti personali su un proprio dominio e di pari passo si è evoluto il modo di fare web, dal semplice HTML statico si è passati ai contenuti dinamici, prima con i CGI e poi con le pagine ASP, PHP, ColdFusion. L’avanzamento della tecnologia, negli ultimi anni, ha semplificato di molto la creazione e la messa online dei contenuti, rendendo l’operazione alla portata quasi di tutti, e così hanno iniziato a proliferare i blog personali e in generale lo “user generated content”, il famoso Web 2.0.

Oggi, anzi ieri erano in molti ad avere un blog personale da cui condividere i propri pensieri, le proprie esperienze e le proprie scoperte con i propri conoscenti e magari con i conoscenti dei conoscenti e qualche lettore occasionale arrivato da un motore di ricerca. Ci sono persone che hanno creato un blog su un proprio sito e persone che utilizzano il servizio offerto da piattaforme comuni come Blogger, Splinder, WordPress.com e tanti altri, tutti, però, sono spinti a condividere contenuti dalla loro fruizione, ovvero è chi legge quei contenuti che spinge il blogger a scriverli.

Poi venne Facebook, un sito dove si può fare tutto ciò che prima si faceva attraverso siti differenti: si possono scrivere brevi messaggi di stato come su Twitter, note come su un blog, condividere video come su Youtube, foto come su Flickr, chattare come su un instant messenger, giocare ai giochi in Flash. La possibilità di cercare gli “amici” (volutamente tra virgolette) per nome e cognome e la semplicità di ogni operazione ha abbassato di molto la soglia di ingresso; usare Facebook è, purtroppo, alla portata di chiunque. Tutto ciò ha fatto si che la gran parte dell’utenza di internet, come testimonia il numero di utenti registrati, si sia spostata dentro il recinto di Facebook e per buona parte abbia abbandonato il resto o addirittura non sappia neanche che esista.

Alla luce di questo mi pongo una domanda: ha ancora senso avere un blog/sito personale, non “famoso”, quando ormai i tuoi possibili lettori sono rinchiusi dentro Facebook e avresti molte più letture e commenti con uno stato di 150 caratteri invece che un articolo di 10 righe? Condividendo qualcosa su Facebook lo si rende quantomeno visibile immediatamente ai propri “amici”, poi magari molti lo ignorano ma altri lo leggono, lo commentano e magari a loro volta lo ricondividono, perché tutte queste operazioni sono molto semplici da fare. E’ anche vero che è compito di chi scrive cercare di fidelizzare il lettore, dargli qualcosa che lo faccia tornare, ma non sempre, soprattutto se non si ha un blog dedicato ad un argomento specifico e lo si aggiorna di frequente, ci si riesce.

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  1. Dino
    Giu 22 2010

    vero per quasi la totalita’ dei “nuovi naviganti” e giovani leve della societa’ … ma chi ha cominciato come hai descritto continua a vivere entrambe le realta’ … a dimostrazione di questo … io il tuo blog lo seguo ancora … e questo articolo pero’ … per ironizzarne il contenuto … l’ho condiviso su FB … :D:D:D:D:D:D

  2. Giu 23 2010

    Il punto è: se scrivo una cosa su Facebook la leggono in tanti, se la scrivo su un blog la leggono in pochi. E’ anche vero che quei pochi che leggono il blog probabilmente hanno più interesse che quei tanti che leggono Facebook, ma ne vale la pena? Non è meglio, allora, scrivere direttamente note su Facebook, decretando quindi la morte dei blog personali?

  3. Dino
    Giu 25 2010

    Facebook ormai si scorre piu’ per noia che altro … quando hai 5 minuti liberi da qualsiasi altra cosa apri FB per farti 5 minuti di cazzi altrui, vedere le foto degli altri, controllare se hai posta (per quelli come me che hanno disattivato tutti gli avvisi tramite email) o semplicemente per leggere che Francesco e’ scazzato e ha mal di testa … pero’ se volessi leggere qualcosa di culturalmente superiore ad QI di una lumaca su una foglia d’edera piuttosto vado a vedere un aggregatore di news tipo http://news.google.it … e se trovo un argomento che mi interessa magari azzardo anche una ricerca per parola chiave su http://blogsearch.google.it … stavo notando ultimamente che il tuo blog e’ rimasto l’ultimo del mio feeder … se chiudi i battenti anche tu non mi resta che leggere da solo le cazzate che mi scrivo sui miei (non posso manco farmi pubblicita’ con i link se no finisco in spam… mappork ^^)

    Pero’ la lenta scomparsa dei blog personali, quelli piu’ che amatoriali e seguiti da poche (sigh drammaticamente poche ;-((( ) persone, rispecchia l’aumento dei ritmi di vita e il bisogno sempre maggiore di informazioni flash … tante, tantissime informazioni, per la quasi totalita’ inutili … purche’ apprese rapidamente (che verranno poi inesorabilmente dimenticate con la stessa rapidita’) …

    Cazzo ad avere ancora un blog non tematico l’avrei postato sto commento.

    Post scriptum: noto che ti manca il plugin “Share on Facebook” … provvediamo ? ^^

  4. Giu 28 2010

    Hai perfettamente ragione, ormai si ha poco tempo per leggere e servono cose rapide, roba da 5 righe e via, anche perché le fonti di informazioni e le informazioni che ci arrivano sono talmente tante che se fossero pagine intere non basterebbe una giornata. Io ho quasi 90 pagine segnate nel mio Read It Later, tutte provenienti dallo stesso sito, tutta roba che mi interessa (cose più, cose meno) ma molte sono li da mesi in attesa del tempo che non avrò mai, anche perché sono letture abbastanza tecniche quindi ci vuole un po’ di concentrazione per leggerle. Per fortuna c’è l’omologa app per iPhone e spesso le leggo durante tempi morti fuori di casa.

    Il plugin per Facebook c’è, c’è sia il “mi piace” in alto che il “condividi” a fondo post, ma credo compaia solo se sei già loggato su FB 🙂

  5. Set 7 2011

    Credo che alla tua domanda si risponda cosi:
    dipende chi sei e cosa fai… te lo immagini Sting ad avere il suo spazietto fb e non avere un sito ufficiale la dove poter mettere ciò che veramente fa di se il suo businnes?
    Fausto detto er secco ( pizzicarolo di mestiere) probabilmente per dire ai suoi amici che la partita di bigliardino è tra mezzora è assolutamente agevolato e accontentato con FB che forse fa anche di più di quello di cui ha bisogno.

  6. Set 7 2011

    Beh, si, indubbiamente se sei già conosciuto un tuo sito devi averlo per forza e i social network diventano una cosa in più. Se, invece, sei un illustre sconosciuto, come me, allora il social ti da quella visibilità in più che fa comodo.

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