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Archivio per febbraio, 2008

28
Feb

Primo approccio con Nintendo Wii

Sono sempre stato affascinato da questa console sin dai primi rumors a riguardo ma solo qualche giorno fa l’ho comprata (in realtà è un regalo per la mia ragazza… un regalo boomerang!). Non sono un appassionato di console e, a parte un vecchio Atari 2600 quando ero piccolo, non ne ho mai avute, preferisco ancora giocare, nel raro tempo libero, con il PC perché non ho confidenza con i joypad, li trovo scomodi da usare.

Il Nintendo Wii, invece, mi ha incuriosito proprio per il suo sistema di controllo che non prevede joypad ma una sorta di telecomando, il WiiMote. Questo, grazie ad accelerometri interni e a un’illuminazione a infrarossi presa come riferimento per il posizionamento nello spazio rispetto al televisore, consente di giocare usando la comune gestualità che avremmo se fossimo in situazioni reali invece che in un gioco.

Questo l’obiettivo della “rivoluzione” (il nome in codice del progetto era proprio Nintendo Revolution) operata da Nintendo in ambito console, ma nella pratica è proprio così? Il WiiMote riesce a riprodurre esattamente i movimenti di chi lo usa e, soprattutto, i movimenti da compiere simulano i movimenti che faremmo se ci trovassimo in quella situazione dal vivo?

Una mezz’ora di gioco con Wii Sport, un gioco-demo delle potenzialità della console incluso nella scatola, mi fa rispondere “si” a queste domande ma con riserva. Le potenzialità ci sono e il sistema riproduce fedelmente i movimenti, quello per cui mi tengo la riserva è l’implementazione delle funzionalità del controller all’interno dei giochi, cosa che dipende non tanto dalla tecnologia in se quanto da chi sviluppa il gioco.

Ho trovato molto realistico il bowling, i movimenti che si farebbero durante una normale partita hanno gli stessi effetti nel videogioco, la rotazione del polso durante il tiro da l’effetto alla palla, lasciare la palla nel momento sbagliato la fa atterrare sulla pista o la fa partire prima, quindi senza abbastanza spinta.

Mi hanno convinto meno gli altri giochi, a parte la boxe che ancora non ho provato, i movimenti da compiere sono simili a quelli reali ma mancano le piccolezze che fanno la differenza: nel tennis non sono realistici il topspin e il backspin, l’apertura o la chiusura del braccio dopo il colpo non direziona correttamente la palla; nel golf manca la possibilità di dare effetto alla palla angolando la mazza; sul baseball, a parte la gestione delle basi in attacco e della squadra quando si è in difesa (inesistenti ma per la natura semplicistica del gioco), non mi pronuncio più di tanto perché non l’ho mai praticato nella realtà ma non mi ha impressionato particolarmente.

Tutto sommato la console mi piace, credo che, come tutte le console Nintendo, dia il meglio di se nel multiplayer con gli amici dove la semplicità e l’immediatezza dei giochi garantiscono ore di divertimento. Non è, ovviamente, una console indirizzata a chi pretende il non-plus-ultra della grafica e del realismo, è una console fatta per divertire, non per stupire. Il successo commerciale che ha avuto il Wii ha dimostrato che non servono un’immensa potenza di calcolo e un iperrealismo per fare un bel gioco ma servono le buone idee.


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1
Feb

I social network

… non li ho mai capiti e non so se mai li capirò.

Ammetto di non averci neanche perso troppo tempo per cercare di dar loro un senso, a volte qualcuno mi passa il suo link al profilo MySpace o Facebook, ci clicco sopra per andare a vedere ma spesso trovo un’accozzaglia di box (widget) con dentro le cose più disparate, dalle foto, ai video, alla musica, il tutto senza una organizzazione razionale che dia un senso al tutto e che, soprattutto, ti faccia fruire del contenuto di quel profilo. Sarà forse perché, in fondo in fondo, i profili non hanno alcun contenuto?

Quello che mi ha subito colpito, in MySpace soprattutto, è la gara che si fa per avere più amici nella propria lista, una strana perversione che porta la gente a essere ossessionata dalla popolarità e dalla voglia di non apparire soli, inutili, inosservati. Si lascia un commento al profilo di chiunque chiedendo di farsi aggiungere alla lista di amici, e la cosa divertente è proprio andarsi a leggere questi commenti che nella maggior parte dei casi sono abbastanza ridicoli sulla falsa riga del «Ciao, bella la tua pagina, passa a trovarmi sulla mia!».

Mi lascia sconcertato il boom che hanno avuto questi siti, un esplosione di notorietà talmente grande che oggi, se non hai un MySpace, sei quasi un emarginato, uno che vive fuori dal mondo, in un altro tempo. A quanto pare, comunque, non sono solo io a vederla così, sembra che la bolla dei social network si stia afflosciando e la gente cominci a esserne stufa: si registra, ci passa un po’ di tempo e poi lo abbandona.

Sarà anche che io sono ben poco social ma proprio non mi riesce di capire realmente a cosa servono questi siti. Preferisco di gran lunga i blog personali che sono quasi sempre ordinati, puliti e soprattutto leggibili; magari dentro ci si scrivono anche stupidaggini ma almeno si riescono a leggere senza dover far ruotare all’impazzata la rotellina del mouse per saltare le decine di immagini e video, oltretutto disposti a caso nella pagina, che fanno solo confusione e rendono tutto sbrilluccicoso che fa tanto figo, ma che in fondo non dicono niente.


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