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	<description>To the doubtful I demand take me as I am</description>
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		<title>Giorno 0: Roma – Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 21:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre ore e mezza di sonno forse non sono il modo migliore per iniziare una vacanza ma fortunatamente non sono io alla guida in questa tappa di avvicinamento alla partenza vera e propria. Il viaggio inizia con una 6 ore di macchina da Roma a Verona. Il tragitto che separa Roma dal nord Italia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2010/08/28/giorno-0-roma-milano" width=""></fb:like> </p>
<p>Tre ore e mezza di sonno forse non sono il modo migliore per iniziare una vacanza ma fortunatamente non sono io alla guida in questa tappa di avvicinamento alla partenza vera e propria.</p>
<p>Il viaggio inizia con una 6 ore di macchina da Roma a Verona. Il tragitto che separa Roma dal nord Italia è sempre pesante a causa del dilatamento spazio-temporale che c&#8217;è tra Roma e Firenze: sembra sempre di non arrivare mai, poi superata la Toscana ogni posto diventa più vicino.</p>
<p>Arrivati a Verona, il tempo di acquistare i biglietti del treno per Trevigno alla stazione e si riparte verso la Lombardia, ci saranno altre occasioni per visitare questa città.</p>
<p>Pomeriggio dedicato ad una rapida visita di Milano: il duomo, coi suoi piccioni e quelli che ti vendono il riso da dargli da mangiare per potertici fare una foto, o direttamente vendono la foto stessa, il castello e un assaggio del traffico cittadino, per fortuna ancora poco presente.</p>
<p>Serata all&#8217;Arcadia di Melzo, probabilmente il miglior cinema in Italia, veramente bella la sala Energia, certificata THX e con proiettori digitali 2K. Credo che vedere un film come Avatar, in 3D, in questa sala sia un&#8217;esperienza indimenticabile&#8230; noi ci siamo &#8220;accontentati&#8221; dell&#8217;ultimo Shrek.</p>
<p>Domani di nuovo in viaggio ma con un altro mezzo di trasporto: l&#8217;aereo.</p>
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		<title>HD Ready o Full HD?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo con sorgenti a risoluzione 1080p, come i Bluray e le console XBox360 e Playstation 3, si possono sfruttare i vantaggi degli schermi Full HD mentre per tutti gli altri tipi di sorgenti (DTT, Sky, DVD...), basterebbe, anzi sarebbe meglio, uno schermo HD Ready.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2010/07/20/hd-ready-o-full-hd" width=""></fb:like> </p>
<p><a href="http://www.osmosis.it/wp-content/uploads/2010/07/FullHD_Logo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-91 alignright" src="http://www.osmosis.it/wp-content/uploads/2010/07/FullHD_Logo-150x150.jpg" alt="Logo Full HD" width="150" height="150" /></a>Innanzitutto è bene chiarire un po&#8217; di terminologia, per i meno tecnici:</p>
<ul>
<li><a title="Scansione Interlacciata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scansione_interlacciata" target="_blank">Scansione interlacciata (i)</a>: nella trasmissione vengono inviate metà delle linee dell&#8217;immagine totale alla volta (le pari o le dispari), quindi per avere un frame completo ne servono due, chiamati semiquadri. A 50Hz si hanno 50 semiquadri al secondo, quindi si ottengono 25 frame al secondo. L&#8217;immagine sfarfalla impercettibilmente.</li>
<li><a title="Scansione progressiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scansione_progressiva" target="_blank">Scansione progressiva (p)</a>: le linee che compongono un frame vengono ricevute tutte insieme, una di seguito all&#8217;altra, quindi si hanno sempre frame completi. L&#8217;immagine è più stabile e sembra, quindi, più definita.</li>
<li><a title="HD Ready" href="http://it.wikipedia.org/wiki/HD_ready" target="_blank">HD Ready</a>: schermo che ha una risoluzione orizzontale di almeno 720 linee; formato 16:9; ingresso digitale HDMI o DVI con protezione HDCP; ingresso analogico YPbPr; supporto alle risoluzioni fino a 1080i @50 e 60Hz. Le attuali tv HD Ready hanno risoluzioni di 1366&#215;768 (LCD) e 1024&#215;768 (plasma).</li>
<li><a title="HD Ready" href="http://en.wikipedia.org/wiki/HD_ready" target="_blank">HD Ready 1080p</a> (comunemente chiamato Full HD): come sopra ma deve riprodurre contenuti a 1080p senza overscan, ovvero con i pixel mappati 1:1 e di conseguenza si ha uno schermo di risoluzione nativa 1920&#215;1080 pixel; deve supportare le risoluzioni 1080p@24, 50 e 60Hz</li>
</ul>
<p>La maggior parte dei canali del digitale terrestre (DVB-T) sono in &#8220;bassa&#8221; risoluzione, 576 linee orizzontali nello standard PAL, e solo pochi offrono anche la versione in HD a <a title="1080i" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1080i" target="_blank">1080i</a> o <a title="720p" href="http://it.wikipedia.org/wiki/720p" target="_blank">720p</a>, interlacciata; Sky trasmette qualche decina di canali in formato HD ma sempre a 1080i o 720p; i DVD sono a <a title="576p" href="http://it.wikipedia.org/wiki/576p" target="_blank">576p</a>. Le uniche sorgenti vere a <a title="1080p" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1080p" target="_blank">1080p</a> sono i Bluray e le console XBox360 e Playstation 3. Ora, alla luce di questo, solo nell&#8217;ultimo caso potremo sfruttare i vantaggi degli schermi con risoluzioni Full HD mentre per tutti gli altri tipi di trasmissione basterebbe, anzi sarebbe meglio, uno schermo HD Ready.</p>
<p>Tutti più o meno abbiamo provato qualche volta a prendere un&#8217;immagine e ad ingrandirla con un programma di fotoritocco per poi accorgerci dei pessimi risultati ottenuti; lo stesso accade ogni istante nella tv quando si guarda un&#8217;immagine a 768&#215;576 pixel (442.368 di pixel totali), la risoluzione dei contenuti in SD, che viene &#8220;ingrandita&#8221; fino ai 1920&#215;1080 pixel (2.073.600 di pixel totali) del nostro bel televisore FullHD: l&#8217;elettronica della tv, lo &#8220;scaler&#8221; nello specifico, si deve &#8220;inventare&#8221; ben 1.631.232 pixel, ovvero deve aggiungere circa 3,6 volte più pixel di quanti ne abbia a disposizione dall&#8217;immagine originale. Su uno schermo da 1366&#215;768 pixel (1.049.088 di pixel totali) è evidente che le informazioni da &#8220;inventare&#8221; sono minori. Passando a sorgenti a 720p (1280&#215;720 pixel, 921.600 pixel totali) la differenza è ancora più notevole perché uno schermo HD Ready ha quasi tutti i pixel che gli servono mentre un Full HD ne deve ancora creare dal nulla più della metà.</p>
<p>Tutto sommato, quindi, per un uso normale della tv, anche con una rara fruizione di contenuti BluRay, lo schermo ideale sarebbe un HD Ready; il problema è che questi sono ormai relegati alla fascia economica del mercato, perché ce li fanno passare come vecchi e obsoleti, con la conseguenza che sono dotati di ben poche caratteristiche aggiuntive e ospitano componenti di qualità non elevata, facendo si che la qualità d&#8217;immagine non sia delle migliori. Se i produttori immettessero sul mercato televisori di fascia alta con pannelli HD Ready, con tutte le funzionalità di ultimo grido come connettività internet, riproduzione video da periferiche USB e PC in rete, retroilluminazione a LED per gli LCD (e qui sarebbe da aprire un altro capitolo sui tv a LED ma per ora  soprassiedo) o pannelli plasma di ultima generazione, e chi più ne ha più ne metta, i Full HD potrebbero rimanere sullo scaffale perché in pochi riuscirebbero a sfruttarne le potenzialità ma, così facendo, i produttori non potrebbero spremere i consumatori facendogli credere che più grosso è meglio&#8230; anche se bisognerebbe badare di più a come lo si usa <img src='http://www.osmosis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Facebook e i blog personali</title>
		<link>http://www.osmosis.it/2010/06/15/facebook-e-i-blog-personali</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la enorme popolarità di Facebook e l'accesso semplificato a qualsiasi operazione sui contenuti generati dagli utenti, ha ancora senso avere un proprio sito/blog che avrà, necessariamente, minore visibilità di un qualcosa scritto sul social network più grande del mondo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2010/06/15/facebook-e-i-blog-personali" width=""></fb:like> </p>
<p><a href="http://www.osmosis.it/wp-content/uploads/2010/06/facebook.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-84" title="Facebook" src="http://www.osmosis.it/wp-content/uploads/2010/06/facebook-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>C&#8217;era una volta il sito personale, una o due scarne paginette HTML, poggiate su piattaforme che offrivano spazio agli utenti come Geocities, per citare forse il più famoso, che contenevano un&#8217;immagine di sfondo e poco altro scritto sopra, a semplice testimonianza di voler essere parte di quella grande novità che era Internet, la propria bandiera piantata sul suolo virtuale del nuovo mondo. A quel tempo si era pionieri, quelli che avevano almeno una pagina online erano quasi dei miti per i loro amici meno &#8220;tecnologici&#8221; che spesso non avevano neanche la possibilità di accedere alla rete e ci vedevano dentro l&#8217;ignoto.</p>
<p>Dal mondo fatto di grossi siti contenitori di pagine di utenti, fornitori di spazio virtuale per mettere online la propria presenza, i soliti pionieri si sono evoluti creando i propri siti personali su un proprio dominio e di pari passo si è evoluto il modo di fare web, dal semplice HTML statico si è passati ai contenuti dinamici, prima con i CGI e poi con le pagine ASP, PHP, ColdFusion. L&#8217;avanzamento della tecnologia, negli ultimi anni, ha semplificato di molto la creazione e la messa online dei contenuti, rendendo l&#8217;operazione alla portata quasi di tutti, e così hanno iniziato a proliferare i blog personali e in generale lo &#8220;user generated content&#8221;, il famoso Web 2.0.</p>
<p>Oggi, anzi ieri erano in molti ad avere un blog personale da cui condividere i propri pensieri, le proprie esperienze e le proprie scoperte con i propri conoscenti e magari con i conoscenti dei conoscenti e qualche lettore occasionale arrivato da un motore di ricerca. Ci sono persone che hanno creato un blog su un proprio sito e persone che utilizzano il servizio offerto da piattaforme comuni come Blogger, Splinder, WordPress.com e tanti altri, tutti, però, sono spinti a condividere contenuti dalla loro fruizione, ovvero è chi legge quei contenuti che spinge il blogger a scriverli.</p>
<p>Poi venne Facebook, un sito dove si può fare tutto ciò che prima si faceva attraverso siti differenti: si possono scrivere brevi messaggi di stato come su Twitter, note come su un blog, condividere video come su Youtube, foto come su Flickr, chattare come su un instant messenger, giocare ai giochi in Flash. La possibilità di cercare gli &#8220;amici&#8221; (volutamente tra virgolette) per nome e cognome e la semplicità di ogni operazione ha abbassato di molto la soglia di ingresso; usare Facebook è, purtroppo, alla portata di chiunque. Tutto ciò ha fatto si che la gran parte dell&#8217;utenza di internet, come testimonia il numero di utenti registrati, si sia spostata dentro il recinto di Facebook e per buona parte abbia abbandonato il resto o addirittura non sappia neanche che esista.</p>
<p>Alla luce di questo mi pongo una domanda: ha ancora senso avere un blog/sito personale, non &#8220;famoso&#8221;, quando ormai i tuoi possibili lettori sono rinchiusi dentro Facebook e avresti molte più letture e commenti con uno stato di 150 caratteri invece che un articolo di 10 righe? Condividendo qualcosa su Facebook lo si rende quantomeno visibile immediatamente ai propri &#8220;amici&#8221;, poi magari molti lo ignorano ma altri lo leggono, lo commentano e magari a loro volta lo ricondividono, perché tutte queste operazioni sono molto semplici da fare. E&#8217; anche vero che è compito di chi scrive cercare di fidelizzare il lettore, dargli qualcosa che lo faccia tornare, ma non sempre, soprattutto se non si ha un blog dedicato ad un argomento specifico e lo si aggiorna di frequente, ci si riesce.</p>
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		<title>Cinema 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 17:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente di nuovo in teoria&#8230; ero ancora bambino quando la RAI fece qualche esperimento di televisione in 3D da vedere con i classici occhialini di cartone con lenti blu e rossa e sono anni che nei parchi divertimento ci sono strutture che proiettano cortometraggi in 3D, in sale chiamate 4D o 5D perché aggiungono all&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2009/01/28/cinema-3d" width=""></fb:like> </p>
<div id="attachment_75" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-75" title="occhiali3ddolby" src="http://www.osmosis.it/wp-content/uploads/2009/01/occhiali3ddolby.jpg" alt="Dolby 3D" width="200" height="105" /><p class="wp-caption-text">Occhiali 3D</p></div>
<p>Niente di nuovo in teoria&#8230; ero ancora bambino quando la RAI fece qualche esperimento di televisione in 3D da vedere con i classici occhialini di cartone con lenti blu e rossa e sono anni che nei parchi divertimento ci sono strutture che proiettano cortometraggi in 3D, in sale chiamate 4D o 5D perché aggiungono all&#8217;esperienza visiva tridimensionale anche l&#8217;esperienza sensoriale olfattiva o tattile (in senso lato) e il movimento delle poltrone.</p>
<p>Da qualche tempo si sta portando, finalmente direi, la tridimensionalità nelle sale cinematografiche, dapprima nei film di animazione, più semplici da realizzare per le tre dimensioni visto che vengono già creati in CGI con modelli tridimensionali, e da poco anche nei normali film girati grazie all&#8217;utilizzo di apposite cineprese dotate di due obiettivi posti a qualche centimetro di distanza, simulando gli occhi umani.</p>
<p>Il mio primo film 3D è stato <a title="Viaggio al centro della Terra 3D" href="http://www.movieplayer.it/viaggioalcentrodellaterra3d/" target="_blank">Viaggio al centro della Terra</a>, film realizzato interamente con cineprese 3D. Le prime impressioni sono state ottime, l&#8217;effetto garantito dall&#8217;inserimento della profondità nelle scene è decisamente un passo avanti rispetto al classico 2D. Tralasciando le scene opportunamente girate per esaltare la terza dimensione, come animaletti che sembrano schizzare fuori dallo schermo, anche le normali scene hanno un aspetto diverso quando i soggetti e gli oggetti appaiono realmente su piani diversi.</p>
<p>La sala in cui ho visto il film utilizza la tecnologia <a title="Dolby 3D Digital Cinema" href="http://www.dolby.com/professional/motion_picture/solutions_d3ddc.html" target="_blank">Dolby 3D Digital Cinema</a>, una delle tecnologie di cinema 3D. Il sistema Dolby sfrutta i classici occhiali <a title="Anaglifo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anaglifo" target="_blank">anaglifi</a>, anche se tecnologicamente più evoluti di quelli in cartone con le gelatine colorate, a differenza del sistema <a title="RealD Cinema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/RealD_Cinema" target="_blank">RealD Cinema</a> che usa occhiali LCD in cui le lenti vengono oscurate alternativamente per far visualizzare un fotogramma per ciascun occhio: si oscura la lente destra quando viene proiettato il fotogramma per l&#8217;occhio sinistro e viceversa.</p>
<p>Il sistema anaglifo è tecnicamente più semplice e quindi più economico (sarà per questo che è l&#8217;unico che ho visto nei 2 cinema con sale 3D di Roma?) ma, secondo me, ha un grosso difetto: le immagini molto movimentate sono fastidiose da vedere. Questo avviene perché la proiezione resta identica, a 24 frame/secondo, ma, a quanto pare, gli occhi e il cervello faticano nell&#8217;elaborare la visione stereoscopica a un passo così &#8220;lento&#8221;.</p>
<p>Il sistema RealD, invece, è più sofisticato e richiede apparecchiature più costose per la proiezione ma, per evitare lo sfarfallio dell&#8217;immagine dovuta all&#8217;oscuramento alternato delle lenti, vengono proiettati 144 frame/secondo, divenendo, di fatto, 72 frame/secondo per ogni occhio, quindi ben 3 volte più della normale proiezione cinematografica. Il maggior numero di frame al secondo aumenta la stabilità dell&#8217;immagine, come avviene nei monitor per PC impostando una frequenza di refresh più elevata o nei televisori 100Hz, e dovrebbe garantire una visione senza fastidi.</p>
<p>Per concludere, consiglio a tutti di provare l&#8217;esperienza del cinema 3D se possibile, secondo me vale il sovrapprezzo del biglietto.</p>
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		<title>Il traffico creato dal nulla</title>
		<link>http://www.osmosis.it/2008/07/17/il-traffico-creato-dal-nulla</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 12:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[coda]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi vive nelle grandi città sicuramente ha incontrato almeno una volta nella sua vita (chi abita a Roma almeno una volta al giorno ) una coda automobilistica che faceva presagire un grosso incidente da qualche parte, salvo poi trovarsi di colpo fuori dalla coda senza aver visto nulla di anomalo. Un video, di una fantomatica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/07/17/il-traffico-creato-dal-nulla" width=""></fb:like> </p>
<p>Chi vive nelle grandi città sicuramente ha incontrato almeno una volta nella sua vita (chi abita a Roma almeno una volta al giorno <img src='http://www.osmosis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) una coda automobilistica che faceva presagire un grosso incidente da qualche parte, salvo poi trovarsi di colpo fuori dalla coda senza aver visto nulla di anomalo. Un video, di una fantomatica &#8220;<span>Mathematical Society of Traffic Flow&#8221; Giapponese, dimostra come il traffico si può creare dal nulla.</span></p>
<p>Per questo esperimento sono state messe in circolazione una ventina di auto su un tracciato circolare, raccomandando ai guidatori di mantenere sia la velocità che la distanza da chi precede costanti, il risultato è questo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Suugn-p5C1M&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Suugn-p5C1M&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>GMail come client di posta predefinito in Firefox 3</title>
		<link>http://www.osmosis.it/2008/07/03/gmail-come-client-di-posta-predefinito-in-firefox-3</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una semplice procedura per impostare GMail come client di posta predefinito in Firefox 3.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/07/03/gmail-come-client-di-posta-predefinito-in-firefox-3" width=""></fb:like> </p>
<p>Se anche voi, come me, non usate più un client di posta ma solamente l&#8217;interfaccia web di <a title="GMail" href="http://gmail.google.com" target="_blank">GMail</a>, magari anche con qualche account POP3 configurato, troverete molto utile questo hack per utilizzare GMail come client di posta predefinito in <a title="Firefox 3" href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/" target="_blank">Firefox 3</a>. Questo evita che, cliccando su un link di tipo <em>mailto:</em> si apra un programma come Thunderbird o Outlook e compaia il classico wizard per la prima configurazione.</p>
<p>La procedura è stata scritta su <a title="Set Firefox 3 to Launch Gmail for mailto Links" href="http://lifehacker.com/392287/set-firefox-3-to-launch-gmail-for-mailto-links" target="_blank">Lifehacker</a> e riportata poi sul <a title="Tip: Set Gmail as your default email client in Firefox 3" href="http://gmailblog.blogspot.com/2008/07/power-tip-set-gmail-as-your-default.html" target="_blank">blog ufficiale di GMail</a>, consiste di pochi, semplici, passaggi:</p>
<ol>
<li>Entrare in GMail con Firefox 3</li>
<li>Nella scheda in cui è aperto GMail incollare questa stringa nella barra degli indirizzi del browser e premere Invio<br />
<code>javascript:window.navigator.registerProtocolHandler("mailto", "https://mail.google.com/mail/?extsrc=mailto&amp;url=%s","GMail")</code><br />
In caso si utilizzi Google Apps, la stringa da incollare è questa (assicurandosi di sostituire il dominio <em>example.com</em> con quello corretto)<br />
<code>javascript:window.navigator.registerProtocolHandler("mailto", "https://mail.google.com/a/<strong>example.com</strong>/mail/?extsrc=mailto&amp;url=%s","GMail")</code></li>
<li>Fatto ciò, Firefox chiederà il permesso di aggiungere l&#8217;applicazione come gestore dei collegamenti di tipo <em>mailto</em>, confermare cliccando su <em>Aggiungi applicazione</em></li>
<li>Cliccando su un qualsiasi collegamento ad un indirizzo di posta si aprirà una finestra che chiederà di scegliere l&#8217;applicazione con cui aprire il collegamento, selezionare GMail e, se necessario, selezionare la casella per ricordare la scelta in futuro, in modo da rendere GMail l&#8217;opzione predefinita</li>
</ol>
<p>Se l&#8217;operazione non dovesse andare a buon fine controllare, digitando <em>about:config</em> nella barra degli indirizzi e dando Invio, che l&#8217;opzione <code>network.protocol-handler.external.mailto</code> sia impostata a <em>true</em>.</p>
<p>Questo trucco funziona solamente con Firefox 3, sfrutta infatti una delle nuove caratteristiche di questa versione: la gestione dei protocolli web che gli consente di usare un protocollo tramite un&#8217;applicazione web e non più solamente con un&#8217;applicazione software installata nel computer.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostra fotografica &#8211; 18 maggio</title>
		<link>http://www.osmosis.it/2008/05/14/mostra-fotografica-18-maggio</link>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 08:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 18 maggio esporrò alcune mie foto presso la mostra fotografica organizzata dall&#8217;Accademia dell&#8217;Arte. La mostra si trova ad Ostia in Via Isole del Capo Verde 308 e sarà aperta dalle 10.00 alle 19.00. Se qualcuno fosse in zona e volesse passare mi farebbe piacere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/05/14/mostra-fotografica-18-maggio" width=""></fb:like> </p>
<p>Domenica 18 maggio esporrò alcune mie foto presso la mostra fotografica organizzata dall&#8217;<a title="Accademia dell'Arte" href="http://www.accademiadellarte.it" target="_blank">Accademia dell&#8217;Arte</a>. La mostra si trova ad Ostia in Via Isole del Capo Verde 308 e sarà aperta dalle 10.00 alle 19.00.</p>
<p>Se qualcuno fosse in zona e volesse passare mi farebbe piacere <img src='http://www.osmosis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Logitech Squeezebox Duet</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 10:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo uscito in casa Logitech nella linea di prodotti per la riproduzione audio ereditata dalla acquisita SlimDevices. Si tratta di un&#8217;accoppiata tra un telecomando (Squeezebox Controller) e una piccola base (Squeezebox Receiver) da collegare ad un amplificatore; detta così sembrerebbe una cosa già vista ma la vera innovazione sta proprio nel telecomando. Dall&#8217;aspetto che ricorda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/04/02/logitech-squeezebox-duet" width=""></fb:like> </p>
<p><img src="/immagini/logitech_squeezebox_duet.jpg" alt="Logitech Squeezebox Duet" align="right" height="153" width="200" />L&#8217;ultimo uscito in casa <a href="http://www.logitech.com" title="Logitech" target="_blank">Logitech</a> nella linea di prodotti per la riproduzione audio ereditata dalla acquisita <a href="http://www.slimdevices.com" title="SlimDevices" target="_blank">SlimDevices</a>. Si tratta di un&#8217;accoppiata tra un telecomando (<a href="http://www.slimdevices.com/pi_controller.html" title="Squeezebox Controller" target="_blank">Squeezebox Controller</a>) e una piccola base (<a href="http://www.slimdevices.com/pi_receiver.html" title="Squeezebox Receiver" target="_blank">Squeezebox Receiver</a>) da collegare ad un amplificatore; detta così sembrerebbe una cosa già vista ma la vera innovazione sta proprio nel telecomando.</p>
<p>Dall&#8217;aspetto che ricorda vagamente un iPod, il telecomando è il fulcro di tutto il sistema: è da qui che si sceglie cosa ascoltare sfogliando la propria libreria, o le stazioni radio su internet, grazie al display incorporato e alla ghiera di scorrimento che emula quella di un iPod. Il tutto funziona grazie alla connettività Wi-Fi che permette il collegamento al server SqueezeNetwork, per ascoltare solamente la musica tramite internet, o a un proprio <a href="http://www.slimdevices.com/pi_features.html" title="SqueezeCenter" target="_blank">SqueezeCenter</a> (software gratuito da installare nel pc che contiene i file musicali) da dove ascoltare la musica della propria collezione.</p>
<p>Il meccanismo che c&#8217;è dietro è semplice: il telecomando si collega via Wi-Fi al server e si scarica la libreria musicale, da qui si fa la scelta dei brani da riprodurre e, sempre via Wi-Fi viene comandato alla base, collegata all&#8217;amplificatore, di effettuare lo streaming di quel brano. Acquistando separatamente altre basi è possibile riprodurre brani diversi per ogni base, gestibili tutte tramite il telecomando o, utilizzando il PC, tramite un browser.</p>
<p>Come la maggior parte dei prodotti Logitech, anche lo Squeezebox Duet si fa notare per l&#8217;eleganza, a partire dalla confezione. Sia il telecomando che la base sono ricoperti da una finitura nera lucida, molto elegante ma anche facilmente graffiabile. Il telecomando può essere riposto in una base di appoggio, che serve anche per la ricarica.</p>
<p>Le prime impressioni d&#8217;uso sono state molto positive, il setup del sistema è semplice, la cosa in cui ho riscontrato un po&#8217; di  difficoltà è stato il setup e la connessione allo SqueezeCenter locale, mancando un manuale di installazione cartaceo nella confezione. Ho trovato poco intuitivo il funzionamento dell&#8217;accoppiata SqueezeNetwork-SqueezeCenter, mi ci è voluto un po&#8217; per capire che è dalle opzioni del telecomando che si fa la scelta del sistema al quale connettersi. Una volta messo a punto tutto quanto, l&#8217;uso del telecomando per la riproduzione è semplicissimo, con la ghiera si scorre su e giù la libreria e con il tasto centrale si &#8220;clicca&#8221;. La ghiera è forse l&#8217;unica nota negativa del telecomando, non è molto precisa in quanto è una ghiera che ruota fisicamente e, se ruotata troppo lentamente, non fa scorrere il cursore, cosa scomoda quando ci si vuole muovere di poche posizioni.</p>
<p>In conclusione, se non fosse per il prezzo che è abbastanza elevato, circa 400€, sarebbe da acquistare ad occhi chiusi per chiunque abbia una discreta collezione musicale digitale.</p>
<p>Per altre informazioni andate <a href="http://www.slimdevices.com/pi_duet.html" title="Squeezebox Duet" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Primo approccio con Nintendo Wii</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 09:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
				<category><![CDATA[giochi]]></category>
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		<category><![CDATA[console]]></category>
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		<description><![CDATA[La rivoluzione nel sistema di controllo del Nintendo Wii è una vera rivoluzione? Riproduce i nostri movimenti in maniera convincente? Il successo mondiale sembrerebbe confermare le aspettative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/02/28/primo-approccio-con-nintendo-wii" width=""></fb:like> </p>
<p>Sono sempre stato affascinato da questa console sin dai primi rumors a riguardo ma solo qualche giorno fa l&#8217;ho comprata (in realtà è un regalo per la mia ragazza&#8230; un regalo boomerang!). Non sono un appassionato di console e, a parte un vecchio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atari_2600" title="Atari 2600" target="_blank">Atari 2600</a> quando ero piccolo, non ne ho mai avute, preferisco ancora giocare, nel raro tempo libero, con il PC perché non ho confidenza con i joypad, li trovo scomodi da usare.</p>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wii" title="Nintendo Wii" target="_blank">Nintendo Wii</a>, invece, mi ha incuriosito proprio per il suo sistema di controllo che non prevede joypad ma una sorta di telecomando, il <em>WiiMote</em>. Questo, grazie ad accelerometri interni e a un&#8217;illuminazione a infrarossi presa come riferimento per il posizionamento nello spazio rispetto al televisore, consente di giocare usando la comune gestualità che avremmo se fossimo in situazioni reali invece che in un gioco.</p>
<p>Questo l&#8217;obiettivo della &#8220;rivoluzione&#8221; (il nome in codice del progetto era proprio <em>Nintendo Revolution</em>) operata da Nintendo in ambito console, ma nella pratica è proprio così? Il WiiMote riesce a riprodurre esattamente i movimenti di chi lo usa e, soprattutto, i movimenti da compiere simulano i movimenti che faremmo se ci trovassimo in quella situazione dal vivo?</p>
<p>Una mezz&#8217;ora di gioco con Wii Sport, un gioco-demo delle potenzialità della console incluso nella scatola, mi fa rispondere &#8220;si&#8221; a queste domande ma con riserva. Le potenzialità ci sono e il sistema riproduce fedelmente i movimenti, quello per cui mi tengo la riserva è l&#8217;implementazione delle funzionalità del controller all&#8217;interno dei giochi, cosa che dipende non tanto dalla tecnologia in se quanto da chi sviluppa il gioco.</p>
<p>Ho trovato molto realistico il bowling, i movimenti che si farebbero durante una normale partita hanno gli stessi effetti nel videogioco, la rotazione del polso durante il tiro da l&#8217;effetto alla palla, lasciare la palla nel momento sbagliato la fa atterrare sulla pista o la fa partire prima, quindi senza abbastanza spinta.</p>
<p>Mi hanno convinto meno gli altri giochi, a parte la boxe che ancora non ho provato, i movimenti da compiere sono simili a quelli reali ma mancano le piccolezze che fanno la differenza: nel tennis non sono realistici il topspin e il backspin, l&#8217;apertura o la chiusura del braccio dopo il colpo non direziona correttamente la palla; nel golf manca la possibilità di dare effetto alla palla angolando la mazza; sul baseball, a parte la gestione delle basi in attacco e della squadra quando si è in difesa (inesistenti ma per la natura semplicistica del gioco), non mi pronuncio più di tanto perché non l&#8217;ho mai praticato nella realtà ma non mi ha impressionato particolarmente.</p>
<p>Tutto sommato la console mi piace, credo che, come tutte le console Nintendo, dia il meglio di se nel multiplayer con gli amici dove la semplicità e l&#8217;immediatezza dei giochi garantiscono ore di divertimento. Non è, ovviamente, una console indirizzata a chi pretende il non-plus-ultra della grafica e del realismo, è una console fatta per divertire, non per stupire. Il successo commerciale che ha avuto il Wii ha dimostrato che non servono un&#8217;immensa potenza di calcolo e un iperrealismo per fare un bel gioco ma servono le buone idee.</p>
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		<title>I social network</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OsMoSiS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammetto di non averci neanche perso troppo tempo per cercare di dar loro un senso, a volte qualcuno mi passa il suo link al profilo MySpace o Facebook, ci clicco sopra per andare a vedere ma spesso trovo un'accozzaglia di box (widget) con dentro le cose più disparate, dalle foto, ai video, alla musica, il tutto senza una organizzazione razionale che dia un senso al tutto e che, soprattutto, ti faccia fruire del contenuto di quel profilo. Sarà forse perché, in fondo in fondo, i profili non hanno alcun contenuto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Wordbooker created FB tags --> <fb:like layout="button_count" show_faces="false" action="like" font="arial" colorscheme="light"  href="http://www.osmosis.it/2008/02/01/i-social-network" width=""></fb:like> </p>
<p>&#8230; non li ho mai capiti e non so se mai li capirò.</p>
<p>Ammetto di non averci neanche perso troppo tempo per cercare di dar loro un senso, a volte qualcuno mi passa il suo link al profilo <a href="http://www.myspace.com/" title="MySpace" target="_blank">MySpace</a> o <a href="http://www.facebook.com/" title="Facebook" target="_blank">Facebook</a>, ci clicco sopra per andare a vedere ma spesso trovo un&#8217;accozzaglia di box (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_widget" title="Web widget" target="_blank">widget</a>) con dentro le cose più disparate, dalle foto, ai video, alla musica, il tutto senza una organizzazione razionale che dia un senso al tutto e che, soprattutto, ti faccia fruire del contenuto di quel profilo. Sarà forse perché, in fondo in fondo, i profili non hanno alcun contenuto?</p>
<p>Quello che mi ha subito colpito, in MySpace soprattutto, è la gara che si fa per avere più amici nella propria lista, una strana perversione che porta la gente a essere ossessionata dalla popolarità e dalla voglia di non apparire soli, inutili, inosservati. Si lascia un commento al profilo di chiunque chiedendo di farsi aggiungere alla lista di amici, e la cosa divertente è proprio andarsi a leggere questi commenti che nella maggior parte dei casi sono abbastanza ridicoli sulla falsa riga del «<em>Ciao, bella la tua pagina, passa a trovarmi sulla mia!</em>».</p>
<p>Mi lascia sconcertato il boom che hanno avuto questi siti, un esplosione di notorietà talmente grande che oggi, se non hai un MySpace, sei quasi un emarginato, uno che vive fuori dal mondo, in un altro tempo. A quanto pare, comunque, non sono solo io a vederla così, sembra che <a href="http://www.theregister.co.uk/2008/01/31/myspace_fb_comscore_drop/" title="'Facebook fatigue' kicks in as people tire of social networks" target="_blank">la bolla dei social network si stia afflosciando</a> e la gente cominci a esserne stufa: si registra, ci passa un po&#8217; di tempo e poi lo abbandona.</p>
<p>Sarà anche che io sono ben poco <em>social</em> ma proprio non mi riesce di capire realmente a cosa servono questi siti. Preferisco di gran lunga i blog personali che sono quasi sempre ordinati, puliti e soprattutto leggibili; magari dentro ci si scrivono anche stupidaggini ma almeno si riescono a leggere senza dover far ruotare all&#8217;impazzata la rotellina del mouse per saltare le decine di immagini e video, oltretutto disposti a caso nella pagina, che fanno solo confusione e rendono tutto sbrilluccicoso che fa tanto figo, ma che in fondo non dicono niente.</p>
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